ieri sì. ieri sì che sono stata forte. ho giocato e ho tirato la corda ma poi ho deciso di lasciarla cadere per terra. forse non ho più bisogno di essere il suo contatto quando viene in questa città. *potrebbe averne altri mille in tutte le altre città in cui viaggia, in fin dei conti* e allora ho cucinato sofficini e ho bevuto vino bianco come non facevo da tempo. nella mia casa. sopra il mio divano che scelsi tanto tempo fa con mia mamma. non ho raggiunto il mio uomo, avevo bisogno di stare con la canottierina e i pantaloni larghi nella luce che pian piano si fa buio. con le persiane spalancate, come piace a me. senza pensieri di sguardi furtivi all'interno. senza dover apparecchiare una tavola da principessa. uno strofinaccio sul tavolino di bambù, seduta per terra con le gambe incrociate. prosciutto crudo nella carta e lo sguardo incollato su foxcrime. non mi sento in colpa. non posso sentirmi in colpa se solo questa per me è casa mia. non basta aver portato là i vestiti e il mio odore. io mi sento libera solo dentro le mie mura. dove ho scelto cosa appendere ai muri e cosa lasciare in disordine.
si sta facendo tardi, adesso mi aspetta la storia di lisey.
