giovedì, 31 maggio 2007
ancora qui in hotel. ancora qui a corrompere i miei pensieri. ancora qui a corrompere la mia anima già corrotta. mi fermano solo le possibili conseguenze e il fatto, adesso, di essermi spinta troppo oltre. adesso che quei libri hanno fatto posto ai miei dvd di millenium, adesso che, forse, piano, piano, stiamo trovando il nostro equilibrio. ma lui mi destabilizza. mi ha presa, mi ha avuta ma poi non mi ha voluta con sè. ma non c'è dignità a scalfirmi, non c'è orgoglio a spingermi nell'angolo. lui è ancora qui in hotel e bramo quando aprirà quella porta. e anelo a quando ghiaccerà i suoi occhi nei miei. con la testa ai ricordi, con le pulsazioni a quel giorno in piscina ad abbronzarmi perchè lui aveva preparato una serata *speciale*. una regina senza corona. una principessa senza principe. perchè non ti faccio andare via? perchè spingi sempre per trovare posto? perchè anche se non lo fai sono io a cercarti nei messaggi e nelle promesse che adesso non mantengo? solo ancora una volta. solo ancora una volta dentro di me. poi chiuderò gli spazi. poi sarò solo per quella casa che sto provando a fare mia. per quel piumino che adesso è troppo caldo ma a noi piace così. per quegli occhi che fanno fatica, ma hanno deciso di volermi.
martedì, 15 maggio 2007
la signora del Gibì non passa tutte le sere ma viene soltanto quando la mamma è già a dormire. è anziana la mamma, ma non abbastanza per non farle sparire tutte le bottiglie di Gibì che trova in casa. è vecchia la mamma, ma non abbastanza per non capire che sua figlia beve troppo e allora forse è meglio limitare i danni. la signora del Gibì è venuta l'altra sera e come tutte le altre dannatissime sere si è avvicinata al bancone e ha ordinato un Gibì ed un posacenere grazie. i suoi occhi scintillanti mentre il bicchiere si riempie. *fino all'orlo, mi raccomando*. passo incerto ha raggiunto i tavolini fuori e ha bevuto il suo Gibì e ha fumato le sue sette o otto sigarette con lo sguardo perso nel vuoto e i calzini arrotolati alle caviglie e le scarpe di tela. allora mi sono seduta vicina a lei e per la prima volta le ho parlato e ho scoperto che la signora del Gibì, prima di essere quello che è adesso, era un interprete e suo marito un antiquario. e che lei non beve tanto, ma il whisky le fa piacere. è solo che un giorno ha trovato suo marito, nel suo letto, con un'altra e allora poi suo marito è andato via. ma un matrimonio, bocca impastata e parole che strisciano, ci vuole nella vita di una donna e il mio uomo le piace tanto. anzi *mi piace taaaanto*. e poi il tumore al seno e adesso i controlli ed io sembro *taaaanto più giovane dell'età che ho*. la signora del Gibì mi ha poi salutata e ciondolante si è diretta verso il portone di casa. è tornata dopo qualche minuto *non riesco ad aprire la porta, forse sono un po' sbrooonza*. l'aiuto io signora, non si preoccupi. aiutarla a entrare in ascensore e abbracciarla proprio di fronte al suo appartamento. voglio bene alla signora del Gibì. e penso anche di sapere il perchè.
martedì, 08 maggio 2007
piano, piano, così, scivolerò via. porterò via vestiti e jeans, cioccolato e estathè, mollettine e orecchini, cinture e scarpe alte. sì, piano, piano, così, scivolerò via e mi dipingerò un sorriso azzurro che stia bene con il cielo. e smetterò di mangiare la tua insalata di riso e i soufflè e smetterò di bere il tuo vino e smetterò di bere la tua anima. e vedrò ancora occhi azzurri e magari vedrò anche lui e forse anche lui. e mi perderò in loro e li farò perdere in me, che possano ricordarmi che sono bella e che nulla è scontato. piano, piano, così, scivolerò via e le tue finestre saranno finalmente tutte chiuse e anche le tende e non avrò più bisogno di nessuno spazio. ho ripreso a mandare sms. non saresti contento di saperlo ma tra poco, così, piano, piano, scivolerò via. mi hai fatta cadere dalle tue mani, quelle mani così belle, quelle mani così delicate anche quando scrivevi, anche quando versavi rhum o vodka nei bicchieri ghiacciati, anche quando erano sul manubrio della moto. voglio essere desiderata come si anela il sole rovente dopo un inverno ghiacciato. senza pensare. sentire solo un respiro sul mio collo, nella mia bocca. piano, piano, così, scivolerò via. ti spezzerò il cuore. ma sarà necessario.