venerdì, 30 marzo 2007
troppo tardi, ieri, per andare da lui. ho aspettato il mio collega e poi sono andata a casa *mia*. *ti dispiace se stasera rimango qui?*. ciao mamma sono arrivata. lo so che sta dormendo, ormai non mi aspetta più. infilare i miei pantaloni della tuta e la maglia di cotone con le maniche lunghe. c'è ancora del limoncello nel frigo, ho bisogno di rilassarmi. come ai vecchi tempi. poter dormire con g. sul letto senza sentire obiezioni, accendere una sigaretta dove poi dormirò. *le mie cose*. un vecchio film alla tv e qualche sms. il piumino è sempre confortevole, l'odore della mia camera e il vecchio pc sulla scrivania. ancora un po' di limoncello, poi spegnerò la luce. e spegnerò i volti di chi ho incontrato oggi e dei clienti che hanno messo a dura prova il mio equilibrio. e immaginerò quella casetta a cui penso sempre prima di addormentarmi. *questo è un segreto*. una spazio libero in mezzo a un bosco in cui metto per terra assi di legno per poi iniziare a costruire. martello e chiodi e poi il tetto. dopo la pittura, le porte e le finestre. piccola. e poi, per magia, un letto e le cose necessarie. in mezzo al nulla. e i vestiti. e non arrivare mai a vederla finita perchè l'interruttore si è spento. *adesso posso riposare*.
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mercoledì, 21 marzo 2007
mi piace girare in moto con lui. e non è tanto la velocità a darmi emozioni o gli sguardi invidiosi ai semafori perchè la cilindrata è enorme. a me piace potermi guardare intorno e poter cogliere le sfumature che perdo quando sono io a dover guidare. gli scorci da cui vedo il mare, le ville a precipizio sulle scogliere, gli alberi mossi dal vento e le finestre delle case. pezzi di vita quotidiana a cui partecipo per pochissimi secondi. la televisione accesa, una pentola sul fuoco, persone sedute a tavola, persone in piedi che parlano *chissà cosa si dicono, chissà se si ascoltano*. piante sui balconi e panni stesi. atmosfere calde o gelo che si insinua. la moto riparte, si sta facendo buio. mi stringo ancora di più a lui. e lo sguardo si posa all'interno delle macchine, ai visi che le occupano. chi parla al cellulare, chi si accende una sigaretta, chi si dà il lucidalabbra. chi cambia canzone e chi ha i miei stessi occhi e scruta quello che accade intorno. adesso cercheremo un ristorante. *stringi la mia mano*. lo so che ci piacciono cose diverse. ci amiamo anche un po' per questo, vero? si è fatto tardi, dobbiamo rientrare a casa. che bello il tuo sorriso sulle labbra, che bello vedere i tuoi occhi che ridono.
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giovedì, 15 marzo 2007
dolce e gabbana entra nella stanza. inzio a sentirlo nei polmoni e prima ancora nella testa. lo accompagna un brivido e poi un altro ancora. è possibile impazzire per un profumo? rimango ferma sotto il piumino. lo so che adesso mi cercherà, lo so che tra qualche minuto le sue mani saranno su di me. sto aspettando quelle mani come si aspetta l'ora d'aria in una prigione. non mi ricordavo cosa significasse provare queste sensazioni. i miei incontri erano scanditi dalla contingenza. adesso quel corp0 sopra il mio, dentro il mio, che cerca di raggiungere l'anima è il ticchettio di un orologio che non voglio fermare. non mi ricordavo cosa significasse dimenticarsi di dormire. poter mangiare insieme e guardarlo mentre cucina per me. e guardarmi perchè io invece non so fare nulla e rimango affascinata. dvd sul divano e champagne. non ho voglia di vedere il film, non ho più voglia di bere. io ti aspetto in camera. metto cioccolato bianco e la sottoveste nera. mi guardo intorno. voglio cambiare qualcosa nei quadri che ci sono alle pareti e negli oggetti disseminati sui mobili. ma ci sarà il tempo. se lo vorremo. se vorremo proveremo anche a fermarlo. se lo vorrai porterò anche i miei libri e i miei ritagli. adesso chiudo lentamente gli occhi. dolce e gabbana  entra nella stanza. tra un pochino dimenticherò anche il mio nome.
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giovedì, 08 marzo 2007
lui
è qui in hotel. è qui davanti a me. è qui a guardarmi come mesi fa. si, lo so. lo so che le cose sono cambiate. non sono più sola adesso. ma quegli occhi perforano la mia anima. *quelle serate che mi facevano stare bene una settimana intera*. ero bellissima. quando sceglievo la magliettina e mi inebriavo di sicily. quando sceglievamo dove mangiare, dove dormire. è qui davanti a me e sento le punta delle dita ghiacciate. passo la lingua sulle labbra. lo so quanto gli piaceva *lo so quanto gli piace ancora*. è che ora non posso più. ora *non voglio più*. anche se. a ruota libera. i miei tatuaggi. il concerto a milano. casa sua a milano. la maglia con gli squali. *le parole mentre era dentro di me*. mi piaceva crederle vere. avevo bisogno di crederle vere. anche quando poi lui non era con me e non lo sarebbe mai stato. alle undici vado via. tra poco vado via. il mio uomo mi aspetta. non salirò con te. *ma continuerò a pensarti*.
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martedì, 06 marzo 2007
troppe ore che mi sembra di buttare via. chiudo gli occhi e la tentazione è forte. i miei appuntamenti segreti, i momenti nascosti, la voglia di trovare solo un letto per perdersi l'uno nell'altro. perdersi e perdersi ancora. perdersi per poi indossare ancora una volta i vestiti e tornare alla vita che mostravamo. si, lo so. lo so che poi lui non era il mio. lo so che poi mi mancava non poterlo avere quando ne avevo bisogno. le cose vanno così. a volte non bisogna nemmeno chiedersi più di tanto. lui scivolò via. io lo feci scivolare via. ci furono le serate distruttive e quelle trascorse a piangere. ci furono i pomeriggi a guardare vecchi film su sky e ci fu quel pomeriggio in cui decisi di andare in barca. sole e nuvole, incertezza e voglia di nuovo. lui è entrato in me e io sono entrata in lui. letteralmente, spiritualmente. magliette e stivali hanno trovato posto nel suo armadio. le mie creme adesso sono nel suo bagno. il mio odore si è sparso. il mio amore si è spalmato. ma io *sento che non va bene*. non è il mio incastro. la pelle non mente. il rossore sulle gote perchè le frasi non sono quelle giuste nemmeno. il senso di inutilità quando le ore sullo sgabellino a leggere mi sembrano momenti di sospensione. e io non voglio stare sospesa. voglio di nuovo occhi brucianti. voglio parole che incidano sulla carne. *questa è follia*. quello che ho adesso è solo *vuoto riempito per metà*.
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