mercoledì, 28 febbraio 2007

era proprio una bella giornata. un sole caldo, un cielo azzurro quasi di porcellana. sono uscita dal lavoro e sono passata un attimo da casa. da casa mia. ho aspettato  mia mamma e le ho fatto i complimenti per il suo caschetto biondo. la adoro quando non beve, mi strapperei via il cuore per vederla sempre lucida come ieri. poter parlare con lei. poter scherzare con lei. e poi sono andata dalle mie creaturine. dolcezze infinite. e fare insieme la relazione sulla spagna e ricordare i fiumi e i confini. e vedere il mucchietto di ossicina che balla come se fosse nata per questo. lo sapete che farei qualsiasi cosa per voi? lo sapete? si mammina, mangerò tutto quello che mi hai preparato. no, i pasticcini no. lo sai che sono a dieta....adesso devo andare. a. mi aspetta. e attraversare tutta la città. bicchiere di vino bianco nel calice. ma è casa mia quella? è casa mia quella? ho bisogno di saperlo. almeno saprò quando starai mentendo. *non hai capito* invece ho capito benissimo. bicchiere di vino bianco nel calice che cade a terra. io vado via. girare e girare. cellulare impazzito. non posso tornare a casa. fermarmi un attimo nel parcheggio e sentire il cuore a mille perchè stanno aprendo la porta *non andare via* io così non ce la faccio *non hai capito, io non intendevo..* io sono stanca, sono tanto stanca. *scendi con me?* standby. sospensione. *ti amo* per quanto? per quanto ancora?

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martedì, 20 febbraio 2007
è entrato nella mia anima. è inutile dibattermi, è inutile scacciarlo. finisce sempre per tornare, più forte di prima. il mio esatto contrario. il mio opposto perfetto. e provo a far diventare suoi i miei sorrisi e provo a far diventare sua la mia positività. anche se queste pastiglie pesano come un macigno sul cuore e sulla mente. capsule e compresse. flaconi e bicchieri di plastica. finirà? riuscirò a lasciarmi tutto alle spalle? pedalare in acqua mi ha fatto bene. muscoli che piano trovavano la loro giusta collocazione. e respiri accellerati che cercavano il ritmo. *sono fiera di me*. questa volta non ho chiacchierato. acqua tiepida mi ha circondata, avvolta. e io mi sono lasciata cullare. *puoi farlo anche tu?*. sto cercando di allontanare i miei fantasmi. le mie briciole di autostima. *questo tempo mi sta facendo male*. è che adesso c'è lui. piccolo uomo che ha dentro un bambino. bacia la mia schiena, le mie gambe, il mio ventre. fallo mentre lo chablis riscalda le mani. fammi solo finire di lavorare. poi ti sarò vicino. *non chiudere quello spazio*
postato da: vodkalemon alle ore 08:33 | Permalink | commenti (19)
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venerdì, 09 febbraio 2007
ho paura per me e per quel che sarà questa cura. ho paura delle pastiglie da prendere e degli effetti che avranno. riesci a starmi vicino? ce la fai a starmi vicino? provo a non pensarci. oggi era una bella giornata di sole. mi sono svegliata lucida come non succedeva da tanto tempo. l'assenza forzata di sostanze si fa sentire. per una mattina in cui potevo dormire mi sono svegliata con te. abbiamo spremuto le arance insieme. ti ho salutato e non ti sei allontanato. può essere un inizio? sono tanto stanca. non ho più voglia di combattere. non vorrei mi perdessi ma spesso credo sarà inevitabile. un momento non compensa un'intera giornata. mi passo una mano tra i capelli. e provo a tenermi impegnata. e provo a non mandare messaggi che poi finiscono col farmi correre brividi lungo la schiena. fugaci, nascosti, inebrianti. io voglio stare con te. mi permetterai di non andar via?
postato da: vodkalemon alle ore 19:20 | Permalink | commenti (23)
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sabato, 03 febbraio 2007

e di quella personalità che non riesco ad interpretare e di un amore che sento ma che non mi avvolge. esco di corsa dal lavoro e le macchine fanno una lunga coda che sembra senza soluzione di continuità. ma sono paziente, adesso io devo andare da lui. guardo i visi delle persone, gli stranieri, la gente schiacciata negli autobus. ma io penso a quando il bottone del telecomando farà aprire il cancello e posteggerò sotto casa sua. i miei tacchi incedere sull'asfalto ed aprire quel portone pesantissimo e l'odore di quell'ascensore vecchio come il mondo. e poi arrivare all'ultimo piano e aprire quella porta. non un bacino ma un sorriso. non un abbraccio ma uno sguardo che prova a compensare. sedermi sul letto mentre lui cambia la visiera del casco. *ma dove sono capitata?* perchè lui è così difficile, così impenetrabile che non riesco a trovare le chiavi giuste? salutarlo perchè va al lavoro e dopo una doccina, le mie cremine, i cristalli nei capelli, raggiungerlo nel locale. mangiare le polpette di mia mamma *che mica posso mangiare solo panini e piadine e hamburger* seduta sullo sgabellino. stasera posso rilassarmi perchè ha una persona in più ed io posso cercare di finire la mia montagna incantata. e chiacchierare con quei due ragazzi che lui conosce solo per far passare il tempo, per fare in modo che le due del mattino arrivino prima. e la *gelosia* che irrompe in lui e ottenebra i suoi sensi. *ma io non stavo facendo niente*. *ma loro si*. no, non è vero. *a te manca l'equilibrio e stai facendo precipitare anche me* *è la prima volta che sono geloso, ma con te è diverso*. non va bene così. non passerei le serate qui, ore seduta in un angolino solo per vederti se non mi importasse nulla *devono lasciarti stare* *nessuno mi ha fatto niente* *non voglio perderti* mi perderai se continuerai così. vodkalemon. gli occhi iniziano a chiudersi. rientro prima di lui e nemmeno lo sento arrivare. e stamattina svegliarsi insieme prima del lavoro. fare l'amore. i tatuaggi sul bianco del lenzuolo. metto il tailleur e chocolovers sulla pelle. adesso devo andare. *lo so*. un attimo prima di chiudere la porta una mano sul braccio e i miei occhi interrogativi. ti amo piccola. *lo so*.

postato da: vodkalemon alle ore 20:37 | Permalink | commenti (16)
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