martedì, 28 novembre 2006
apro gli occhi, giusto cinque minuti prima che suoni la sveglia. vado in bagno, soliti riti quotidiani. camicia bianca fresca di bucato e chocolate lovers sulla pelle. questo weekend via per lavoro sta esigendo il suo tributo.
è che non riesco a pensare. non riesco a pensarmi senza essere con lui.
ma cosa mi è successo? conto i giorni, conto le ore. unico riferimento: i nostri incontri. vederlo scandisce il mio tempo. come una medicina che va assunta a cadenze regolari. ma a me non basta mai. m.a.i. ma cosa mi è successo? mi guardo in giro. ma hanno tutti i nostri occhi? quello sguardo silenzioso che fa rumore. mi hai comprato le fedine, le hai comprate e una l'hai messa al mio dito. l'altra l'ho messa io al tuo. per ricordarmi, per ricordarti, che anche quando non siamo fisicamente presenti è come se ci fossimo lo stesso. arriverà oggi pomeriggio? non ho mai desiderato una vita tranquilla. la mia vita trovava il suo motivo nel disordine, nelle scelte contingenti, nel rischio di uomini sposati, nel correre sul filo. adesso io sono scesa. ho smesso di fare la bambina. ho cancellato i numeri. stavo perdendolo prima ancora di averlo davvero. ma mi sono perdonata e prima ancora lo ha fatto lui. non è semplice cambiare. un tipo di vita ti si appiccica addosso e diventa un'unica cosa con la tua pelle. quando si vive di momenti è difficile abituarsi ad avere l'esclusiva. ma sto imparando e riempio i miei occhi di questo.
lo metto quel completo stasera. lo metto per te.
ma non lasciare che lo indossi tanto.
domenica, 19 novembre 2006
rieccomi.
preparare il tailleur e il beauty case. cercare nel suo cassetto (che adesso è diventato il mio cassetto) le mutandine da mettere nello zaino. e poi ricordarmi se sto dimenticando qualcosa perchè poi non so quando tornerò.
infilare gli stivali e ricacciare indietro le lacrime.
perchè fai quel faccino eh? perchè lo fai? non è già abbastanza triste così?
e allacciarmi il casco e stringerti forte fino a farti male. e darti i pugnetti nelle costole perchè ti sei messo la camicia per andare a pranzo con i tuoi amici (intanto tu sei mio. mio. mio. mio).
e poi sperare che quei cinque minuti che ci separano dalla stazione durino un'eternità.
linea di demarcazione che vorrei cancellare. per sempre. sempre e sempre.
invece prendo posto vicino al finestrino.
poche persone in treno, la montagna incantata e Castorp che mi aspettano per farmi sapere cosa succederà.
è che a me non interessa.
io vorrei solo sapere quello che avremmo mangiato questa sera, insieme, se fossi rimasta. se avremmo superato il quadro alla gamecube. se mi avrebbe toccata come sa fare lui. solo come sa fare lui.
devo essermi appisolata.
qui fa freddo.
ma il freddo più insopportabile è quello che ho dentro adesso che lui non è con me.
si, è giunta l'ora che vada a bermi un bicchiere di vino. si, si.
alla vostra.
lunedì, 06 novembre 2006
settantaquattro visite oggi e sette commenti sette.
c'è qualcosa che non mi torna..
anzi, qualcosa si.
è la vodka di ieri sera, quella di sabato e forse un goccino di quella di venerdì.
ecco.
giovedì, 02 novembre 2006
un paio d'ore di meeting. è necessario, dobbiamo scegliere il menu per capodanno perchè noi qui non abbiamo una cucina vera e propria, abbiamo un'enoteca che riesce ad arraggiarsi con piccoli gruppi. ma per la cena di capodanno..beh, bisogna vedere quello che si riesce a combinare. e parlare parlare parlare, scegliere i prezzi, i pacchetti e poi tornare un attimo al desk perchè il telefono squilla e io sono da sola e devo fare le mie prenotazioni, devo a.c.c.o.g.l.i.e.r.e. i clienti e spiegare loro che dopo le undici devono usare la porta di servizio perchè non c'è ancora un portiere di notte e io voglio solo andarmene a casa. e lui, quello dei tre giorni di training che mi chiede se dopo magari ci vediamo perchè quella sera è stato troppo bene con me e. e poco importa che un mese fa fossi a parigi con la sua donna che mi parlava di lui e del loro rapporto e della loro casa che peraltro conosco fin troppo bene. è che non mi sono fatta più vedere e probabilmente mi sono fidanzata. si a., è capitato anche a me. o forse è capitato solo a me che adesso penso a lui tutto il giorno, che mi sveglio nelle sue coperte e vorrei rimanere lì per sempre. senza quella macchina da prendere per venire qui, con un freddo che si gela ed io che non mi sono nemmeno portata le calze. perchè il sesso...beh, il sesso è una cosa stupenda. ma adesso io voglio farlo solo con lui. che si toglie la maglietta e mi tira verso di sè. che così posso vedere i suoi tatuaggi e quello che abbiamo fatto uguale, che possa respirare il suo odore e il mio mischiato al suo. può aver senso dimenticarsi di tutto questo per una notte? può averlo? forse sì. ma io adesso sono per lui, sono un progetto con lui. che forse realizzerò. che forse rimarrà solo un disegno di carboncino su una pagina bianca. ma che adesso io vorrei iniziare a colorare.