lunedì, 23 ottobre 2006
vin brulè e televendite che ci fanno morire dal ridere. sono le quattro del mattino ma non mi importa. non mi importa proprio per nulla. la mucchina che mostra il sedere e scandisce i secondi che passano con la coda, l'ora digitale del forno elettrico, il tuo orologio mentre stringi la mia mano. particolari che registro solo a livello inconscio. è come se il tempo avesse perso la sua consistenza. prolungo l'attesa. nella camera vicina all'ingresso, dopo, poi, senza fretta, sarà tutto quello che vorremo. saranno respiri a mischiarsi, saranno sorrisi e carezze, sarà ti.prego.non.fermarti.non.farlo. mai. poi quei secondi inziano a riaquistare materia. la luce filtra dalle persiane. no.non.voglio. nessun motorino ad accompagnarmi a casa. nessun treno per venire al lavoro, nessuno zaino da preparare perchè mi bastino i vestiti per tre giorni. ti prego. so che non riesco più a sopportarlo. ogni volta partire. ogni volta lasciarti qui pezzi di me che sanguinano. ecco il mio binario, ecco il mio treno. sono talemente stanca che per un po' chiudo gli occhi. nessun biglietto perchè io sto già pagando per i miei peccati. e poi correre e correre perchè adesso mi hanno chiesto di dare il massimo ma io dentro non ho più nulla. provare a fare ordine, riempire le tabelle per la riunione di giovedì. preparare i lucidi perchè saranno tutti lì ad ascoltarmi quando, intanto, i miei pensieri saranno con lui. un attimo, un attimo. adesso ho bisogno di respirare. esco un momento del giardino interno. e. e quel rumore. il rumore dell'acceleratore. no, non può essere. no, non è possibile. rientro e varco l'ingresso. è lui, con la sua speed. adesso io ho capito, adesso è tutto limpido come quando soffia la tramontana e il cielo è così blu che fa quasi paura. adesso io sono per lui. adesso lui è per me.
postato da: vodkalemon alle ore 07:17 | Permalink | commenti (20)
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martedì, 10 ottobre 2006
no, non dirmi nulla. mi fido di te, lo sai. lo so che mi porterai in un posto bellissimo che mi farà brillare gli occhi. e bere e mangiare tutte le cose che mi piacciono. e poi entrare nella tua casa che so diventerà la nostra. adoro quei faretti, quella doccia, quel piumino che mi avvolge in un mondo solo nostro. lo so, lo so che non vuoi fare entrare nessuno, ma forse così non va bene, non credi? solo che adesso lascio stare. ci sarà il tempo. adesso mi basta solo il frigo pieno di estathè che prendi nel locale. svegliarmi e poi raggiungerti. mangiare da te e poi fare un giro in centro. si può morire di felicità soltanto facendo le cose normali? pensi sia possibile? si che ti credo. ti credo davvero quando mi dici che non ti eri mai innamorato così. non hai bisogno di parlare, a me bastano i tuoi occhi. solo un po' più dentro alle mie cose, ma saprò aspettare. ed una serata senza te vicino mina il mio equilibrio. dentro e fuori. qual'è il senso? si può aver trovato una cura senza essere stati ammalati? e il mio compleanno lo facciamo da te. si, adesso cercherò di stare tranquilla. la tua bimba. solo la tua bimba.
postato da: vodkalemon alle ore 17:27 | Permalink | commenti (11)
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