mercoledì, 26 luglio 2006
si
mi sto innamorando.
postato da: vodkalemon alle ore 16:37 | Permalink | commenti (21)
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sabato, 15 luglio 2006
e mi rendo conto che non saprei davvero da che parte cominciare. probabilmente lei mi suggerirebbe di cominciare dall'inizio. proverò a seguire questo consiglio anche se penso non mi sarà di grande aiuto... una bambina cresciuta in fretta. una bambina diventata mamma di sua mamma ancora prima di crescere lei stessa. non credo di poter prescindere da questo se intendo raccontarle chi è a. no, non scenderò nel dettaglio. sarebbe doloroso e, forse, non rientrerebbe nei propositi di questa simil-descrizione che le fornirò di me stessa. ho imparato a preoccuparmi presto. preoccuparmi che le cose andassero bene o, almeno, che non andassero poi così male. perchè vede, non è stata la separazione in sè dei miei genitori a rendermi una ragazzina infelice. è stato il calvario che ne è seguito e le lotte che lo hanno preceduto. il farmi carico di problemi più grandi di me, di situazioni che non ero in grado di gestire, di ansie che ancora adesso tornano a bussare alla mia porta. e con loro il cuore che batte più velocemente, il panico che non riesco a controllare, l'autostrada che non riesco più a prendere. ho concluso le scuole superiori e poi ho cominciato un'università diversa rispetto quelle che sarebbero state una naturale prosecuzione dell'indirizzo tecnico che avevo seguito in precedenza. ho imparato ad apprezzare le discipline umanistiche applicate alle organizzazioni, le dinamiche aziendali, la sociologia che si intreccia alla psicologia. poi si è sviluppato l'interesse per la formazione delle risorse umane. ho terminato gli esami e depositato il titolo. "l'evoluzione della formazione aziendale". pensavo che il mio 107 e gli occhi lucidi di mio papà fossero l'inizio di un'importante carriera e invece...invece è stata la frantumazione dei miei sogni. dei curriculum a cui non hanno fatto seguito colloqui, dei tirocini che si sono risolti con una stretta di mano. nemmeno un master in sviluppo risorse umane mi ha fornito le credenziali per riuscire nel mio intento. alla fine stava accadendo quello che non avrei mai voluto: lavorare in azienda dove mio padre è direttore generale. e per di più a ricoprire un ruolo che non sentivo appartenermi. un anno e mezzo di reception e poi un anno di training finalizzato all'acquisizione di maggiori responsabilità. cameriera ai piani, in sala, un mese di stage al meridien di torino, un mese in amministrazione, aiuto cuoco...ho ricoperto ogni carica, ho lavorato in ogni reparto. per capire il funzionamento hotel", mi è stato detto. che in sè non era un'idea malvagia, anzi. solo che...solo che poi, al termine, sono stata mandata qui. "referente di t.r.". pazienza che poi segua la contabilità, il ricevimento, aiuti a scaricare la merce, accompagni i clienti in camera, ordini le colazioni, ripristini le caldaie che si bloccano... no. non mi piace. decisamente non mi piace. non mi piace il lavoro, non mi piace l'ambiente, non mi sento realizzata. ecco, adesso conosce qualcosa in più di me. e...no, non mi sono dimenticata. della vita sentimentale preferisco non parlarle. anche perchè non esiste.
postato da: vodkalemon alle ore 12:39 | Permalink | commenti (19)
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venerdì, 07 luglio 2006
prestissimo al lavoro questa mattina. la pioggia di ieri ha rinfrescato e l'aria e i miei pensieri. esistenze vissute al massimo. esistenze trascinate dal raggiungimento degli obiettivi. ho conosciuto una persona. anche se farei meglio a definirla il mio opposto di persona. non pensa al lavoro, affronta i problemi con un sorriso, non si compiange, non critica, non vede il cattivo ovunque. ha occhi che sorridono, è serio nella sua solarità. non ha mai viaggiato, è semplice, è conscio dei suoi limiti. abita un mondo che accetta e rispetta. è essenziale nella sua dolcezza, è spensierato nei suoi vent'anni. non parla molto, ascolta. non gli interessa la moda, ma è carinissimo nella sua maglietta bianca. non segue il campionato, ma adora i mondiali. e se gli gli dico che però i mondiali non ci sono tutti gli anni...lui sorride. luminoso. nessuna strategia. forse essere solo quello che è. vorrei poter respirare un po' della sua essenza per poterla fare mia. vorrei guardare con i suoi occhi per imparare che è possibile cambiare prospettiva. mi abbandono seduta di fianco a lui. è ora di tornare a casa. io adesso vado. ci rivediamo? sorprendermi della semplicità di quelle parole. quelle che non hanno bisogno di una risposta.
postato da: vodkalemon alle ore 06:52 | Permalink | commenti (24)
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