venerdì, 30 giugno 2006

ordine. fuori e dentro me. voglia di innamorarmi e paura di farlo. una corazza che non riesco a spezzare. parole che non vorrei dire ma che servono a proteggermi. voglia di progetti che non riesco a realizzare. o che forse non voglio realizzare? i contatti. che mi fanno sorridere e poi mi fanno stare male. there's no way out. è pericoloso. pericoloso come lasciarmi adare senza togliere il piede dal freno. perchè se non lo faccio so che sarà più facile fermarmi, so che avrò quella possibilità che riesce a tranquilizzarmi. anche se poi è la mia fisicità che ha il sopravvento. anche se i pensieri mi schiacciano posso smettere di pensare? voglio smettere di pensare. mi sveglio con la nausea e flashback di quello che è stato. una bella serata. una bella serata che forse ho rovinato. ma io sono così. prendere o lasciare. è che capire costa impegno. adeguarsi è più semplice. non basta dormire due ore per dimostrare. ammesso che si voglia dimostrare. ho sciolto i lacci che mi tenevano ferma. ed è un primo passo. poi verrà il resto. immagini che non riesco a costruire. intanto però sento di aver allontanato per un po' i demoni. l'altro ieri hanno fatto rumore, ma ho provato a far finta di nulla. cancella mesaggio? messaggio cancellato.

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sabato, 24 giugno 2006
a volte vorrei potermi guardare con gli occhi degli uomini. vorrei potermi pensare con la loro mente. vorrei potermi desiderare così come fanno loro. vorrei essere le loro dita quando mi scrivono un messaggio. vorrei essere la loro bocca quando mi parlano. ho messo un bel po' di fieno in cascina. ho dato appuntamenti come non facevo da tempo. un po' spudorata come non ero da tempo. oh, this is the start of something good, don't you agree? giovedì è stata la seconda volta. la seconda volta che sono stata rimproverata di non manifestarmi per quella che sono. e lo so che è la paura che mi blocca, e lo so che la mia è solo una sterile difesa. io.mi.devo.proteggere. adesso provo a formulare ragionamenti inversi. "questa sera eri stupenda". "stupenda". provo a indossare questa parola, a farla mia. rigiro in bocca le parole come farei con una caramella alla liquerizia. riuscirò a liberarmi dai miei scheletri? cleaning out my closet. please try later.
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lunedì, 19 giugno 2006
inizia a piovere. quelle goccioline che si trasformano in un piccolo acquazzone. voglia di tornare in camera a gurdare vecchi telefilm. magliettina e mutandine, sdraiata sul letto. un'estathe ghiacciato e la mente libera. niente cellulari, niente pensieri. solo la tv accesa che mi fa tornare indietro con gli anni. quando cercavo di truccarmi come kelly, quando sognavo che un giorno sarei andata a vivere anche io a melrose place. adesso piove più forte. adesso sento quasi il rumore dell'acqua sui ciottoli. ho deciso che stasera tornerò a casa. poco importa se domattina dovrò rientrare qui. adesso c'è bisogno di me e qualche ora insieme penso sia meglio che mettere su le mie tiger e girare per queste stradine e fermarmi a mangiare e pensare a chi non mi telefona e scrivere stupidi sms e bere vino rosso da sola e tornare in camera e fingere di leggere qualcosa. già, chi non telefona e chi non riesco mai a capire. perchè ultimamente credo di aver perso questa capacità. oggi ho ricevuto una mail "a nome di tutto il nostro team vi ringraziamo per l'ospitalità e l'ottimo servizio offerto dal vostro hotel e dal vostro personale. parleremo sicuramente bene di voi e speriamo di poter soggiornare nuovamente presso la vostra struttura". bello. adesso c'è questo e sorrido di questo. una piccola bacheca delle soddisfazioni. languida nel mio tailleur, ultimo i miei lavori. possono passare in fretta queste due ore? devo andare dalla mia mamma speciale. solo due giorni ancora. non mollare adesso. no, no. e poi andiamo in vacanza io e te.come quando ero bambina. e faremo tornare un po' di quel tempo. e faremo tornare un po' quell'atmosfera. e tu guarirai perchè ci sarò io a proteggerti. ha smesso di piovere, il cielo è bianco. ci si potrebbe quasi scrivere su.
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mercoledì, 14 giugno 2006
ci sono da ordinare le colazioni per il giorno dopo, tenendo conto dei clienti che soggiorneranno in hotel. e poi c'è la lavanderia da sollecitare perchè non è mai puntuale con le consegne. e poi ci sono i prospetti quotidiani della prima nota, dei corrispettivi e delle operazioni pos. e poi c'è da far quadrare la cassa, da compilare un orario che sia decente e che tenga conto delle ore di stacco e dei riposi. e poi ci sono le opzioni da tenere sotto controllo, i portali che ci fatturano le commissioni sul venduto e le camere da bloccare se la strutttura è in in overbooking. ci sono i capigruppo da contattare perchè mandino in tempo le rooming list e poi c'è il centralino, l'attività di front desk, gli ordini per la spesa. e c'è da incastrare la mia vita con tutto questo. insomma che ci vorrebbero un centinaio di post-it. e almeno un altro centinaio per ricordarmi di guardarli.
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sabato, 10 giugno 2006
mi è venuto da piangere. poi ho girato senza meta per le vie di questa a. strade che non avevo mai percorso. festa in piazza e palloncini e bimbi che tiravano le gonne delle mamme. poi la mia pizza nel solito ristorante e il mio vino. e poi ho sentito mio fratello e sono tornata qui. e ho ricevuto scuse che mi aspettavo ma che mi hanno fatto lo stesso piacere. perchè anche io l'altro ieri ho avuto una giornata da dimenticare. mia mamma che stava venendo qui e si è sentita male e ha chiamato l'ambulanza. e il disco fisso che si è formattato e 10 clienti da far partire e sorrisi di plastica di circostanza. quando a loro non fregava nulla che il pc fosse fuori uso. e chiamare le aziende per spiegare che avrei emesso un sospeso, quando la camera era a/c clienti. lo chiamano saper gestire gli imprevisti. e quando pensavo che dopo 41 esami all'uiniversità e la discussione della tesi davanti a 12 professori fosse lo scoglio più grande che avrei mai superato...beh, ditelo alle matricole. e dite loro che me la sono cavata. si diventa grandi anche così. anche adesso che porto il mio cocktail in camera. sola con me stessa. tutto da inventare, tutto da vivere.
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giovedì, 08 giugno 2006
lontana da casa, dagli affetti, dalle mie certezze, faccio i conti con me stessa. tempo di bilanci e di considerazioni. fare l'amante mi ha dilaniata. incontrarlo nella speranza che le cose potessero cambiare è stato come infliggermi una punizione che non meritavo. lui che bramava le nostre serata vodkalemon's style ed io che non sapevo resistergli. lui che era in grado di farmi trascorrere le ore più belle della settimana e io che mi abbandonavo nei letti lussuosi che ci ospitavano. lui che sapeva dove andare a colpire perchè il mio era terreno fertile e delicato, io che coltivavo l'illusione che avrei potuto fargli cambiare idea, che alla fine avrei potuto scombinare i suoi propositi. lui che ha vinto. ed io che ho perso. adesso ho messo la mia distanza. guardo i fatti con occhi diversi e riesco a quasi a sorridere. non rispondo alle sue telefonate, non rispondo ai suoi messaggi. lui che "si preoccupa". e continuo a sorridere. pazienza se in bocca senta un gusto amaro. ho giocato ed ho perso. ho perso anche con r., che adesso ha la sua vita. e con e., che ha una donna nuova. un'altro biglietto, grazie. e il resto? lo tenga pure, sono già in debito.
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martedì, 06 giugno 2006
io non lo so. ma a volte qui riesco a sentire così vicino la presenza delle persone, il loro conforto, la loro compostezza, il loro riguardo...che mi sembra quasi di poterle toccare. io non pensavo fosse così. tenere un blog, intendo. invece questa è vita vera. pezzi di vita che si intersecano ai miei. e non vorrei perderli. no, no.
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giovedì, 01 giugno 2006
piccolo mucchietto d'ossa mi sorride. lo so che stai male, lo so che la terapia è dolorosa. lo so, lo so. provo a dirti che ormai hai superato la fatidica metà, che il peggio è passato mah...sappiamo tutte e due che non è vero. sappiamo che con il passare dei giorni sarà ancora più diffile e nè io nè chiunque altro potrà alleviare il tuo dolore. è vero, non te lo meritavi. nessuno si merita un male così brutto ma tu meno degli altri. perchè la vita con te è stata indegna, perchè sei rimasta da sola, ti sei rialzata e sei rimasta ancora da sola. con me da crescere, un matrimonio in pezzi e quel fottuto vizio che sento di avere ereditato. notti passate ad asciugarti le lacrime, notti a strapparti le pastiglie dalle mani, notti ad ascoltare le tue parole distorte. troppo dolore, troppo dolore perchè un cuoricino come il tuo lo potesse contenere. e poi bere ancora per far tacere i pensieri e poi dormire per non sentire le urla nella testa. e sono passati i mesi e poi sono passati gli anni. e non è passato giorno in cui non fossi la mia preoccupazione. il resto ha sempre contato poco. con mio padre che non sapendo come aiutarti ha sempre scelto il modo sbagliato. lui e le sue ragazzine, le sue amanti. ti ha distrutta e ti è mancata la forza per risorgere. poi il Male da cui non si sfugge. operazione e dottori, visite e terapia. il dolore che si spande nel corpo, debolezza e fragilità. ambulanza e tavolo di ferro. dai mammina, dai che manca poco. ci sarò sempre. ci sarò s-e-m-p-r-e.
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