lunedì, 26 dicembre 2005

quello che c'era prima adesso è scomparso. io non provo più emozioni, solo sensazioni. come il caldo e il freddo, come la stanchezza o la sete. non cammino, non riposo. sto semplicemente seduta. taglio fiocchi arricciati con cura maniacale. oggi il sole ha accompagnato i miei gesti e fatto ombra ai miei movimenti. parole che non risuonano più e parole nuove che non capisco. ho tutto il tempo, solo che mi mancano i codici per attribuire un qualche significato. logiche sfuggenti e consequenzialità che non raggiungo. si può strappare un foglio dal calendario soltanto volendolo? si può invertire l'ordine degli eventi? pasto nudo, l'attimo in cui il cibo è sulla forchetta. una fotografia che immortala un attimo che non tornerà più. pochi secondi di un filmato che nemmeno ricordavo. la telecamera che indugia su di me e poi su di lei. quegli occhi che non rivedo più da un anno ma che sono ancora così vivi in me. categorie vorrebbero ingabbiarmi, ma sento che non potrei indossarne alcuna. io sono acqua cher scorre e aria fredda che scende in basso, sovvertendo ogni ordine. sono la casualità che si mescola all'intenzione. sono un caleidoscopio e una figura indefinita. cosa siamo non può cambiare, mentre chi siamo è in continuo mutamento. ancora una volta una steady cam. i miei passi risuonano nel silenzio. potrei raggiungere infinite distanze e vedere i miei occhi liquefarsi. i ricordi mi ancorano qui. guardo lo specchio e vedo riflettersi pezzi che non riconosco. io non provo più emozioni, solo sensazioni.

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venerdì, 23 dicembre 2005

domani sera lavoro. il ventisei anche e l'uno pomeriggio pure. che cazzo ci sarà da festeggiare poi.

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domenica, 18 dicembre 2005

dividere e condividere. treni mai puntuali e traffico in autostrada e nebbia. il tempo cospirava alle nostre spalle. sembravamo due bambini con quei giubbotti sempre troppo grandi e le guance fredde. mi ricordo l'odore della tua macchina. erano biscotti, profumo di biscotti. ti chiedevo sempre se li avessi cucinati lì dentro. e tu sorridevi, classe a in seconda fila. prendevi il mio zaino sulle spalle e mi stringevi. a natale ti portavo la frutta candita, tutta schiacciata sotto il peso dei libri e del beauty. farti un regalo era quello che mi rendeva felice. ma era anche l'anticipazione della tavola apparecchiata, guardarti cucinare, girare una canna e chiedermi se una cosa così bella avrebbe mai potuto finire. c'erano le passeggiate nel parco freddo di milano e gli aperitivi. e c'era fare l'amore nella tua camera inondata di sole. conoscere la tua famiglia e farne parte. e fare parte delle serate con i tuoi amici e chiacchierare senza fermarsi. rimproverarmi e ridere perchè non riuscivo a stare ferma nel letto e salutarmi quando andavi al lavoro e io rimanevo da te a studiare. gamecube e dvd. bottiglie di chianti e emozioni. io la tua e tu il mio. senza nessun perchè. perchè era naturale. spezzare e allontanare. viaggi troppo pesanti e lunghi. un tempo assieme che non era più lo stesso. tensioni e paure. sgridarmi perchè non avevo rispetto per la tua macchina e dare per scontato l'avermi con te. nessun regalo, niente occhi lucidi. sentirmi a disagio perchè volevo l'estathè e l'acqua in bottiglia. sentirmi a disagio per i soldi. maledetti soldi. chiedermi quando era iniziata. quando era iniziata, la fine. c'era fare l'amore, quello che credo ci abbia salvati così a lungo. non essere condivisa dalla tua famiglia, sentirmi diversa per le mie abitudini e la mia vita. avere nostalgia del mondo che mi circondava e arrabbiarmi perchè non tolleravi di vedermi dormire mentre tu andavi al lavoro. basta giochi. rabbia che prende il posto dei sorrisi. parole di ghiaccio, taglienti come coltelli affilati. il mio equilibrio che comincia a vacillare. critiche infinite. lacrime. ritorni. abbandoni. abbandoni ritorni. l'abbandono. e poi ritornare a vivere. perchè era naturale.

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martedì, 13 dicembre 2005

parti da qui, mi hanno detto. da questo dono che le hai fatto e che, in fondo, ti sei fatta. possono forse andare male cose? occhi dolci mi guardano e sembrano chiedermi di entrare. ma nemmeno io ho le chiavi. non devi fermarti. non è il momento. non adesso. so che ci siete, l'ho sempre saputo. ma non tutti gli abbracci sono morbidi e non tutti vanno ugualmente bene. liberarsi dalle paure. e liberare i pensieri. mi piaceva l'atmosfera di ieri. complicità e partecipazione. si, esattamente quello. sorridere, ridere e parlare. occuparsi di me. mangiare, bere e occuparsi di me. coccole, carezze. c'è un n.u.o.v.o. messaggio in segreteria. voglia di sentire la mia voce. bello, semplicemente. parole che non trovo perchè non ci sono parole. non c'è spiegazione. reciprocità. non vado più  cercando i sensi, i nessi. mi basta sapere quello che so. bene e male. troppo per me sapere quello di cui ho bisogno. nessuna seconda possibilità. trattenere il fiato e prendere una bella rincorsa. è un lungo salto. ed è nel vuoto, come al solito, come piace a me. nessun corso stamattina, lasciatemi nel mio regno. non c'è nulla da mettere in vendita. io non ho più tempo. è scaduto come le promesse, come le visite che non sono mai arrivate, come gli occhi che non ho più voluto con me. e adesso metto in spalla il mio zainetto. ho messo dentro quello che mi serve. estathe e cereali. magliettine e crema alla vaniglia.

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mercoledì, 07 dicembre 2005

e delle vetrine dei negozi illuminate a giorno. dei servizi al telegiornale che ci informano dei regali più gettonati, dei trend del momento, di quanto gli italiani spenderanno per sentirsi più buoni. non scriverò del natale e delle palline colorate che la gente appende ai balconi e della neve finta con cui decora gli androni dei palazzi. dei siti internet che mettono quel fottuto cappellino rosso con il pon pon bianco sulla prima lettera del titolo. non scriverò del natale e dei pacchetti last minute per scoprire come viene vissuto  dall'altra parte della terra. dei cubetti di ghiaccio fatti ad alberello, dei panettoni su cui babbo natale può cadere senza farsi male, della letterina che scriverà mia nipote, del campionato che si fermerà per le feste. non scriverò del natale e di chi mi racconta con un sorriso pazzesco ed altrettanto irritante che ha già fatto t.u.t.t.i. i regali, della christmas card, delle luminarie per la strada, dell'aria che si respira. non scriverò del natale e del personale che cercano per fare i pacchetti, del delirio per trovare un parcheggio in centro, di chi mi guarda come se fossi impazzita perchè io non ho comprato ancora nulla. non scriverò del natale e dei personaggi del presepe e dei nastri rossi ad ornare abeti alti così, di lei che spalanca gli occhioni perchè lui le ha regalato un trilogy, delle cartoline di auguri virtuali, delle musichette natalizie e di jingle bells. no, no. non scriverò del natale. non chiedetemelo. che mica è necessario.

postato da: vodkalemon alle ore 19:13 | Permalink | commenti (8)
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