domenica, 30 ottobre 2005

si, lo so. lo so benissimo che piano piano sto abbandonando. i miei post si rarefanno (chissà se si può dire) e i miei commenti sono ormai pressocchè inesistenti. sto esaurendo le idee. l'entusiasmo e la voglia, invece, li ho persi già da un po'.

facciamo che ora sparisco.

vodkalemon sets standby mode.

postato da: vodkalemon alle ore 13:30 | Permalink | commenti (15)
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lunedì, 24 ottobre 2005

ho voglia di un sole che scaldi la pelle. sfera di fuoco sopra di me. accecante, limpida, distesa sul mio corpo e dentro il mio corpo. ho voglia di una brezza leggera in grado di mitigare quel calore, rendendolo tiepido ma ugualmente rassicurante. ho voglia di un biglietto solo andata e di un terminal affollato da gente che non conosco e che non conoscerò mai. ho voglia di un vestito nuovo, di quelli che si vedono alla tv. rosso e lucido. ho voglia di latte condensato, quello che una volta vendevano nel tubetto. quello che finiva subito, appiccicoso, morbido, liquido nella gola e denso nello stomaco. ho voglia di ridere forte. di gridare forte. di lasciarmi questo presente alle spalle e salutarlo con la manina. ho voglia di avere dieci anni e chiedere a mia zia se posso aiutarla a fare la torta, quella margherita. ho voglia di ripercorrere con la mente tutte le ragazze che ha avuto mio fratello, mentre io ero impegnata a giocare a barbie. o a guardare drive-in sdraiata sul divano. ho voglia di dormire e di svegliarmi tra cinque anni e scoprire se qualcosa è cambiato. ho voglia di cancellare giovedì sera. ho voglia di bere senza perdere quel poco di lucidità che mi resta. ho voglia di prendere i miei nipoti per mano e portarli al mare. ho voglia di smettere le analisi del sangue. ho voglia di vedere un film bellissimo che non ha mai fine. ho voglia di imperfezione. ho voglia di avere sette anni per aspettare mio papà che torna da un viaggio lontano. per sognare quello che sarebbe stato il mio futuro. per cambiare e mescolare le carte. ho voglia di brividi. ho voglia di lacrime.

postato da: vodkalemon alle ore 14:54 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 20 ottobre 2005

non è il suono della sveglia a farmi scivolare fuori dai miei sogni, ma un leggerissimo bacio sulla guancia. l'immagine è ancora sfocata, ma la luce che filtra dalle finestre mi fa intendere che le dieci siano passate da un pezzo. eppure non mi importa. adesso, quello che conta è l'espressione che hanno i suoi occhi mentre mi guardano. parlare di a.m.o.r.e. sarebbe banale e riduttivo. quegli occhi mi raccontano esperienze ancora da vivere, pareti da colorare e stanze da arredare fin nei minimi dettagli, vacanze da organizzare insieme, sapori sconosciuti da condividere. senza nemmeno accorgermene intreccio le braccia dietro la sua nuca e lo stringo forte a me. ed è con i muscoli ancora intorpiditi dal sonno che diventiamo una cosa sola. una cosa sola unica e speciale. credo che oggi il mondo possa aspettare. non mi sento stanca, ho un energia che si riesce quasi a toccare. beviamo l'estathè e mangiamo i grancereali sul letto. lui mi aiuta a infilare i jeans e la magliettina ed il bello è che nessuno dei due sa che tempo faccia fuori. poco importa. nulla importa adesso. mi prende per mano e usciamo. c'è il sole, un sole tiepido che riflette le nostre ombre sulla strada. non parliamo tanto, non ce n'è bisogno. posso ascoltare il suo silenzio per ore. ci avviciniamo alla spiaggia deserta. togliamo le scarpe e ci bagnamo i piedi. brividi percorrono il mio corpo, la mia mente. sorrido e lo guardo e lui fa lo stesso. sarà diverso quando la prossima estate metteremo i costumi e faremo lunghe nuotate in quella stessa acqua. eppure nulla mi sembra più bello di questo. c'è un ristorante proprio sul lungomare. sempre per mano ci avviciniamo e ordiniamo tutto quello che ci piace e beviamo il vino che scalda le mani e il cuore. sto perdendo il senso del tempo. mi siedo in braccio a lui e prego perchè non finisca mai. inizio a baciarlo. e poi lo stringo forte. vorrei rubargli un po' del suo odore. riempirmene i polmoni per poterlo respirare quando non sarà vicino a me. con dolcezza mi alzo da lui e, sempre per mano, raggiungiamo i vicoli della città. ho voglia di fargli un regalo e lui ha voglia di farne uno a me. finisce che compriamo molto di più. finisce che le mie e le sue mani non hanno più spazio per portare altri sacchetti. così torniamo a casa e non abbiamo nemmeno il tempo di sistemare le cose. mi prende il viso tra le mani e poi mi sembra di precipitare in un vortice. assenza di gravità. assenza di pensieri. "dottore, che sintomi ha la felicità?" ho voglia di indossare il vestito più bello e le scarpe con il tacco più alto. prima che per me, voglio essere speciale per lui. raccolgo i capelli, goccie di sicily e lunghi orecchini. raggiungiamo la sua città. girandola di colori e di suoni. ci sono tante persone ma non credo che il mio cervello le registri. la musica scioglie i miei movimenti. non ho fame. non ho sete. mi sento perfetta nella mia imperfezione. lui mi guarda. e quello che leggo nuovamente nei suoi occhi fa scendere lacrime sul viso. mi abbraccia forte. così forte che faccio fatica a respirare. usciamo e l'aria fresca scompiglia i capelli. torniamo sulla spiaggia ed esprimo un desiderio. chissà se lo fa anche lui. non torniamo al locale. c'è un hotel proprio a due passi ed ordiniamo la cena in camera. troppe emozioni mi sfiniscono. c'è un vecchio film alla tv, ma sento che le palpebre scendono lentamente fino ad oscurare lo schermo. è la notte più bella che abbia mai visto. respiro profondamente ancora una volta perchè il suo odore possa accompagnarmi nella notte. ed ecco la sveglia, implacabile, assordante. accelerara i battiti del mio cuore. fuori è ancora buio. è tardi come al solito. mia mamma dorme ancora e faccio piano per non svegliarla. corri a. chiudo la porta di casa dietro di me. ed è il freddo a portare via gli ultimi brandelli del mio sogno.

postato da: vodkalemon alle ore 12:39 | Permalink | commenti (8)
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lunedì, 17 ottobre 2005

alcune cose si consolidano. la vita degli altri, per esempio. due settimane fa si è sposata v. nessuna favoletta tipo hallmark, niente cuoricini disegnati sulle loro teste. voglia di promettersi qualcosa, semplicemente questo. si, perchè ormai convivevano da quasi quattro anni. una coppia davvero originale. sempre a litigare su tutto, eppure sempre insieme. una cerimonia gradevole, senza nulla pretendere. forse mi ha fatto più effetto la carrellata di visi conosciuti che occupavano i tavoli vicino al mio. altrettante fedi al dito, bambini che presto riempiranno il pancino, baci zuccherosi e "a.m.o.r.e, non bere troppo che poi devi guidare". ah già, i bambini. nemmeno a farlo apposto ieri sono andata al battesimo di l. tanto sua madre era contenta di avermi lì, quanto io mi sono sentita a disagio. tanto lei tirava giù il maglioncino minuscolo per non far prendere freddo a quella schiena altrettanto minuscola, quanto io mi convincevo del fatto che ci fosse qualcosa di sbagliato in tutto quello. il suo seno cresciuto a dismisura, i suoi giochini nella borsa per farlo stare tranquillo, i suoi capelli non perfetti come me li ricordavo. lei mi abbracciava e mi chiedeva se mi piacesse la sua creatura e io pensavo a quando lei viveva ancora nella mia città. a quando andavo a casa sua a fumare la mia skunk, a quando io mi ubriacavo e lei rideva. ecco il punto. il punto, la questione, la sacrosanta e fottuta verità è che io sono rimasta ferma esattamente lì. è come se il mondo circostante si fosse mosso e mi fossi dimenticata di muovermi con lui. io ho preferito girare in tondo. solo che adesso voglio scendere dalla giostra. qualcuno mi aiuta a scendere da questa maledetta giostra?

postato da: vodkalemon alle ore 07:07 | Permalink | commenti (12)
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martedì, 04 ottobre 2005

non c'è che dire. f. è decisamente concreta e pratica nell'esprimere le sue opinioni su di  me. e forse è anche per questo che le voglio così bene. anzi, è principalmente per questo. e perchè, comunque, parla solo se chiamata in causa. altrimenti mi sorride e mi abbraccia. e per questo, invece, la adoro. insomma che l'altra sera, con i nostri gin tonic già finiti e poggiati sul tavolino, mi ha detto senza mezzi termini che sono io. sono io ad essere attratta da quel tipo di uomo. mi ha detto che in mezzo a quaranta persone di sesso maschile, io scarterei, nell'ordine, le 10 persone seriamente interessate a me, le 10 forse interessate, le altre 15 in cerca di una vera amicizia e uscirei da quella stanza avendo, sempre nell'ordine, baciato quello sposato, scambiato occhiate con quello che mi avrebbe volentieri sbattuta su un letto, lasciato il mio numero di cellulare a quello con sei fidanzate (ma che, senz'altro, mi avrebbe detto di essersi innamorato di me a prima vista), sfiorato la mano a quello con la donna da sette anni e, dulcis in fundo, perso la testa per quello che storie serie non ne vuole, ma che sa come far sentire una persona al settimo cielo. un minuto di silenzio, forse meno. poi ho ordinato un altro gin tonic.

postato da: vodkalemon alle ore 20:23 | Permalink | commenti (9)
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