è ancora abbastanza chiaro fuori e non è necessario che accenda quell'odiosa luce artificiale. e poi conosco a memoria ogni singolo abito che c'è nel mio armadio. a destra i jeans. le magliettine e le canottiere estive sono nel secondo e nel terzo cassetto. mentre nel primo c'è la biancheria intima e ho fatto un po' di spazio per le cinturine. nell'ultimo, ancora coperto da una sottile pellicola di cellophane, ci sono le maglie a maniche lunghe; non sono esattamente pesanti, ma d'estate non puoi metterle. sullo scaffale ci sono i maglioncini e le felpe, quelle che preferisco di più. quelle con il cappuccio e le tasche per mettere le mani, quelle rosa, quelle con le stampe sulla schiena, quelle della mia squadra preferita. in alto a destra, appesi, ci sono i tailleur, quelli per il lavoro. le camicette bianche e qualche twin set che piegato si stropiccia. in alto a sinistra ci sono altre cose estive, anche queste sottili. sono cose che non metto molto. cose che non voglio buttare perchè sono convinta di indossarle ancora, qualche volta, prima o poi. se non altro mi illudo di farlo. in basso a destra ci sono i giubbettini, quelli leggeri. quelli di jeans. di ogni sfumatura di colore. un paio neri. le giacche pesanti devo tenerle nell'armadio al piano di sopra e tra qualche settimane credo proprio che mi toccherà andarle a prenderle. insieme ai maglioni, quelli che odio. insieme alle scarpe chiuse, alle sciarpe di lana. insieme al freddo. ma quello, dentro di me, è già arrivato.
