mercoledì, 30 marzo 2005

e non so proprio come fare, oggi ho la testa che va per conto suo. Sembra rimbalzi da una parte all'altra senza una meta, senza darmi la possibilità di afferrarla e tenerla ferma. Giusto il tempo di pensare unattimo. Pensare. Già pensare. Forse è per quello che mi sfugge, non ha più voglia di pensare. Pensare a come quei due universi si siano congiunti in maniera così inquietante.

Ma...M. esce spesso con te?

Si, insomma, non proprio spesso ma a volte si.

Non mi piace come si sta comportando..l'ho invitato diverse volte a casa mia a cena ma...trova sempre un sacco di scuse..

Vabbeh R., sarà un po' in difficoltà per la situazione. Comunque io e te ci siamo lasciati e..

Non mi interessa, non si sta comportando bene.

Beh, non è mai stato il tuo migliore amico..alla fine è sempre stato amico di tutti e due

Si, soltanto tuo amico a quanto pare.

Parlagli (no, ti prego, non farlo)

Si, ho intenzione di farlo.

Ti piacciono i gnocchi? Sono buonissimi..

Mi sento male. Sto combinado un casino gigante. E' più grande di me. E mi sta schiacciando...

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martedì, 29 marzo 2005

I segretari di ricevimento devono prestare maggiore attenzione alla compilazione delle fatture a sospeso - e io pensavo a cosa riuscirò a dirgli stasera, dopo la sua telefonata e dopo le sue mail con la foto del nostro weekend alle cinque terre - I segretari di ricevimento devono comunicare, attraverso appositi ordini di servizio, eventuali variazioni che coinvolgono gli altri reparti - e io pensavo che, volendo essere sincera con me stessa, un pochino mi sto affezionando al ragazzo di vent'anni - I segretari di ricevimento devono assolutamente tenere il telefono cellulare spento durante l'orario di lavoro - e io pensavo che non troverò il coraggio di dirgli che io non provo più le stesse cose di prima e che, si, ci sarò sempre ma...il mio cuore non batte più come prima - I segretari di ricevimento devono ricordarsi di bloccare le camere a pc che non sono state riordinate dalle signore dei piani - e io pensavo a M., a quanto è dolce con me, ai suoi regali, alle sue mechès biondissime, al telecomando del suo stereo che, quando salgo sulla sua macchina, diventa unicamente mio - I segretari di ricevimento devono fare attenzione alle ricevute a zero da consegnare ai clienti per i quali pagherà in secondo tempo la ditta - e io pensavo alle parole che mi dirà stasera e al mio imbarazzo nel cercare di dirgli quello che sicuramente non riuscirò a dirgli. Penso alle frasi di circostanza, ai balbettii, alle sillabe che moriranno in gola. Sillabe che non sarò in grado di trasformare nel più classico dei finali classici "Non ti amo più" - I segretari di ricevimento devono controllare i menu dei matrimoni e dei battesimi prima di consegnarli alla sala - e io pensavo che stasera non ho voglia di vedermi con lui perchè non so cosa si possa aspettare da me e non so, non so, non so. O forse so troppo bene ma ho paura di accettare - I segretari di ricevimento devono... - e io pensavo...

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lunedì, 28 marzo 2005

12 ore di sonno per riuscire a riprendermi. 12 ore di sonno per cercare di ripristinare i sensi, le immagini sfocate, i flasback di sabato sera. 12 ore di sonno per cercare di capire cosa stia facendo della mia vita. 12 ore di sonno dopo le quali mi sono svegliata ancora più confusa, ancora con le farfalle nello stomaco. Con la voglia di vederlo, anche se è troppo facile. Troppo facile farlo prendere di me. Troppo facile farlo venire in negozio un giorno di festa perchè non avevo voglia di farmi i capelli da sola. Troppo facile fargli dire quello che voglio sentirmi dire. Sentirmi dire che si è innamorato di me, sentirgli dire che comunque non si aspetta nulla da questa specie di relazione. Sentirgli dire facciamo quello che vuoi. Sentirgli dire che non era mai stato così bene in vita sua. Della sua vita gli sto portando via un po' di giovinezza, perchè la voglio tenere con me. Voglio tenere con me la sua ingenuità, i suoi occhi, i suoi pensieri che ha paura di svelare. Invece sono io a non voler svelare quanto poco sia affidabile, quanto poco si possa contare su di me. Me. Su di me che ceno con il mio collega in un posto davvero chic perchè lui sa dove si mangia bene perchè è il suo lavoro. Perchè il suo lavoro è fare tutti i dolci del mondo. Un mondo di crema pasticcera, di crostate alla frutta, di soufflè al cioccolato. Un mondo in cui il mio lavoro è assaggiarli. Assaggiare quello che le sue manine sanno creare. Le sue manine che, prima di lasciarmi al mio appuntamento, hanno stretto le mie. E mentre le stringevano mi hanno detto che metterebbe in discussione il suo rapporto per stare con me. Con me che pensavo a quanto sarebbe stato facile scivolare fuori dalla sua macchina, con la scatola dei cioccolatini, per scartare l'uovo di cioccolato. L'uovo di cioccolato fondente della lindt. Solo quello perchè io volevo quello e non mi sarei accontata di un altro. E M. lo sapeva. Lo sapeva benissimo che a me sarebbe piaciuto solo quello. Solo quello avrebbe fatto brillare i miei occhi. I miei occhi che in discoteca poi non lo hanno cercato. Hanno cercato altri occhi, altri vodkalemon da bere. Vodkalemon che mi hanno fatto uscire sotto la pioggia. Pioggia che ha bagnato i miei sixty, il mio rimmel, il gloss. Ma non ha lavato via i miei pensieri. Pensieri. Pensieri. L'auto che riparte e io che apro gli argini della mia collera. Collera che lo fa sembrare ancora più piccolo, ancora più indifeso. Indifeso come le sue lacrime che hanno l'effetto di un pugno nello stomaco. Stomaco. Polmoni. Cuore. Cuore che ha deciso di vivere questa cosa, ovunque mi porti.

Buona Pasqua a tutti.

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venerdì, 25 marzo 2005

zucchero filato, mani intrecciate, uvetta, jeans sixty, api, sole al tramonto, pesche, rugiada, braccialetti, capelli di miele da accarezzare, smalto, coperte, lacrime, paillettes, respiri, sorrisi, voglia-di-non-tornare più, voglia-di-sparire, lingue, giocattoli, messaggi, farfalle, profumo di pelle, sensibilità, dolcezza, canzoni, non-ritorno, stelle, stelle filanti, geometrie, mani, graffi, nuvole, odio.

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giovedì, 24 marzo 2005

...Lights up the shore for me.
There is nothing else in the world,
I'd rather wake up and see (with you).
Beautiful dawn
I'm just chasing time again.
Thought I would die a lonely man, in endless night.

But now I'm high; running wild among all the stars above.
Sometimes it's hard to believe you remember me.

Beautiful dawn
Melt with the stars again.
Do you remember the day when my journey began?
Will you remember the end (of time)?
Beautiful dawn
You're just blowing my mind again.
Thought I was born to endless night, until you shine.

High; running wild among all the stars above.
Sometimes it's hard to believe you remember me.

Will you be my shoulder when I'm grey and older?
Promise me tomorrow starts with you,
Getting high; running wild among all the stars above.
Sometimes it's hard to believe you remember me

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mercoledì, 23 marzo 2005

Miss retorica mi accingo a scrivere che le amicizie sono importanti. Sono loro a darci la misura di quanto contiamo e di quanto margine di miglioramento c'è dentro di noi. Anche quando sono silenziose, anche quando non dicono nulla e scrollano le spalle. Sono i loro occhi a parlare. Sono i loro sguardi emozionati che rendono stupida ogni singola parola. E' l'immediatezza della loro spontaneità. E' il rumore del loro disaccordo o della loro approvazione. Un silenzio assordante che rende tutto più chiaro: gli errori e le cose belle che riusciamo a fare.

Cosa sarebbero i nostri successi, i momenti tristi, il cuore che batte forte, il dolore che non lascia scampo, il sorriso che spunta quando apriamo le finestre e vediamo un sole fluorescente, l'ansia di un messaggio che aspettiamo e che non ne vuol sapere di comparire sul nostro display se...non potessimo condividere tutte queste cose con loro? Se le nostre amicizie non ci abbraciassero con il loro calore e non partecipassero delle nostre emozioni?

Io non lo so cosa sarebbe. E non voglio nemmeno saperlo. Io voglio solo sapere che ci sono. Anche quando mi sento sola. Anche quando ho un macigno a spingere sullo stomaco e i singhiozzi mi soffocano al punto da voler gridare. Sono loro le mie cose preziose. I miei brillanti che non smetteranno mai di splendere. Sono loro l'aria che respiro e che mi fanno sentire viva.

A questo punto, per stemperare, se non molto almeno un pochino, il pathos di questo post, cocludo col dire che sono le 14.03 e che tra un'ora e mezza mi sarà dato di varcare la soglia di questa prigione..per oggi, ma solo per oggi, sta per arrivare la libertà...

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lunedì, 21 marzo 2005

heart to heart left right left we all fall down...like toy soldiers. Bit by bit torn apart we never win but the battle wages on for toy soldiers. I'm supposed to be the soldiers who never blow his composure. Even though I hold the weight of the whole world on my shoulders..."

 

 

Come si fa a togliersi una canzone dalla testa quando questa non ne vuol sapere di abbandonare il nostro cervello? Non ho la forza stamattina. Mi sento assolutamente in balìa degli eventi. Come se non riuscissi ad imboccare una qualsiasi strada di fronte a un bivio. Solo che a guardarlo bene non è un bivio, è una strada che termina con infiniti sentieri. Sentieri di cui scorgo solo l'inizio. Stradine dolci che si snodano lungo valli e pianure e stradine insidiose, di cui sento di non potermi fidare. In preda al panico rimango sul ciglio delle infinite diramazioni e non mi sento di imboccarne nessuna. La paura mi rende immobile, incapace di muovere il benchè minimo passo. Potrei fidarmi del mio istinto ma la vita mi ha insegnato che è troppo rischioso.

 

 

Volgo lo sguardo indietro e la strada che ho percorso è costellata di errori, di sentieri sbagliati. Sono caduta, ho strisciato per kilometri. Mi sono rialzata, da sola, e ripreso a camminare, un piedino dopo l'altro.

 

 

Ora sono stanca. Ho solo voglia di sdraiarmi e di non pensare. Ho solo voglia di spegnere le luci e chiudere gli occhi. Mi fanno male.  Ogni lacrima mi ha portato via qualcosa.

 

 

Intanto sono sempre ferma sul ciglio delle infinite diramazioni. E' buio ormai. Aspetterò ancora un pochino. Aspetterò un angelo che mi insegnerà la strada.

 

 

 

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sabato, 19 marzo 2005

Come se ieri sera non fossi andata a letto abbastanza tardi. Come se non mi svegliassi abbastanza presto per conto mio. Tocca pure aprire gli occhi quaranta minuti prima dell'ora x.

Di sabato mattina, dopo una serata come ieri sera, e con una domenica che si prospetta uguale a oggi. Ma cosa ho fatto di male nella vita io? Me lo può dire qualcuno?

Se almeno il resto andasse bene..se almeno la smettessi di fare casini..se, se, se.

E tanto per cambiare ieri sera sono stata bene. Con lui. Con i suoi capelli che mi fanno sballare. I suoi occhi, le sue mani. Quanto tempo è che ci vediamo in questo modo? Da quado ci siamo lasciati, s'intende. I nostri sguardi furtivi, attenti. I nostri sms. La voglia di stare insieme. Di stringerci. E la paura di rovinare tutto decidessimo di porre una regolarità al nostro rapporto. Anche se, in tutta sincerità, la paura principalmente è la sua. Paura di stare insieme, di nuovo, con una testa matta come me. Conosce ogni mio singolo stato d'animo, ogni mio respiro, ogni mio silenzio. Sa quanta parte di me sia la mia volubilità.

E vogliamo parlare del ventenne? Ma ne vogliamo parlare? Vogliamo parlarne di quanto è carino, di quanto straveda per me (e di quanto io me ne stia approfittando), di quanto gli abbia sconvolto la vita? Mi piace M, peccato abbia solo 10 anni in meno di me. Menomale che me ne sento sedici, al massimo diciassette.

E poi e poi...e poi, per la giusta legge dei bilanciamenti ( legge che invento io stamattina alle sette e quaranta), c'è il trentasettenne di merano, stra-fidanzato e stra-affascinante. Il nostro gioco di sguardi e le nostre ambiguità. I nostri gin tonic e le nostre pause. E mi fa divertire.

Poteva mancare, ieri, la telefonata di R.? Con cui ho passato gli ultimi quattro anni? Con cui avevo progettato, per la prima volta, la vita insieme. Mi ha detto che non riesce a dimenticarmi. Io, invece, un po' ci sto riuscendo. Non dico bene, ma ci sto provando.

Qualcuno me la getta la ciambella? Ho paura di non sapere più nuotare.

postato da: vodkalemon alle ore 06:54 | Permalink | commenti (3)
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martedì, 15 marzo 2005

Ho voglia di scrivere ancora un po'. Per le anime che verranno a riposare le loro ali dopo un lungo viaggio nell'etere e per quelle che invece non torneranno più a trovarmi. Voglio far sapere loro quanto sia difficile vivere in una famiglia come la mia. Voglio renderle partecici di quanto logori, nonostante 15 anni di separazione, essere il fulcro delle loro recriminazioni e dei loro problemi. Essere la spalla su cui piangere la loro sofferenza e la loro insoddisfazione perchè le cose non sono andate come avrebbero voluto..Nemmeno a me le cose sono andate come speravo.

Un lavoro brillante dopo l'università, un amore da far crescere giorno dopo giorno, una felicità non falsata dai cocktails. Invece c'è tutto il contrario nella mia vita ma..provo ad andare avanti. Provo a sorridere e a ripetermi che il destino ha in serbo per me cose migliori.

Non so se esistano ancora ma...avete in mente quei calendari con i foglietti che si strappano man mano che passano i giorni? Beh, ogni piccola pagina bianca che finisce nel cestino dell'immondizia è una possibilità in meno nel girotondo delle mie speranze. Devo prendere delle decisioni, devo superare degli ostacoli. Devo far chiarezza. Dentro e fuori di me.

E' troppo tardi?

postato da: vodkalemon alle ore 20:24 | Permalink | commenti (7)
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martedì, 15 marzo 2005

di quella sera, che c'è di strano siamo stati tutti là...eh si, siamo stati tutti là a veder perdere il doria nonostante una delle più belle partite di campionato..domenica disastrosa su tutti i fronti, compreso il mio equilibrio psico-fisico.

Intanto è cominciata la settimana..solita settimana di levatacce e serate distruttive. Dove voglio arrivare? Fin dove ho intenzione di spingermi? Ho perso i miei punti di riferimento. Vestita come una regina consumo le mie sere, fermandomi nelle braccia sbagliate. Braccia giovani e braccia di uomini. Notti brevi, che non lasciano nemmeno il tempo di  pensare. Di respirare. E mattine troppo frettolose, troppo fresche, perchè tu possa sgusciare fuori dai tuoi sogni senza farti male.

postato da: vodkalemon alle ore 15:50 | Permalink | commenti
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