mercoledì, 06 agosto 2008
una sola settimana *ma può bastare* il sole, il mare, le creme profumate al cocco e allo zucchero. tante mollettine colorate se alla sera non ho voglia di fare i capelli. "l'adolescente" nello zaino che prima o poi devo pur finirlo. e un viaggio in macchina lungo che spero passi in fretta *che spero non passi mai*. una sola settimana ma proverò a stare bene, ma proverò a ridere forte e a guardarlo con gli occhi che si stringono. ancora poche cose da fare in ufficio. oggi sono tranquilla, oggi respiro forte e cerco di sopportare questo caldo infernale. mi piacerebbe comprare qualche libro dei miei *straub, barker* ma i miei classici? voglio passeggiare in acqua. e magari sentire la sua mano che stringe la mia, così, distrattamente, così, come quando ci siamo messi insieme. due anni due fa. magari non sono felice come nei romanzi ma ci si può provare. ci sarà tempo per fare i bilanci *a., non sei più una ragazzina* e lo so. ma per adesso augurami solo buone vacanze.
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lunedì, 21 luglio 2008

sono giornate calde che schiacciano per terra. se sono al mare sto bene. faccio il bagno leggo i miei classici, gioco al ds alla sera mi trucco, scelgo le collanine, metto la crema, bevo vino bianco e mangio antipasti improbabili. poi bevo ancora vino bianco e vado in giro con tacchi altissimi. questo sole mi sciaccia per terra quando mi sveglio per venire al lavoro. l'umore è buono però vorrei che i fine settimana durassero di più. vorrei avere più tempo per fare tutto, per coccolare mia mamma, per portare a spasso la creatura, per leggere i libri più velocemente, per vedere più spesso le mie amiche. spendo tanti soldi ma non ci penso. penso che ci sarà tempo per quelli e per sistemare tutto il resto. quel resto in cui c'entra anche lui, quel resto dove lui vuole di nuovo farmi trovare il mio (mio?) spazio. lo vedo che gli manco, lo sento che vorrebbe avermi sempre con lui. ma io ho ancora bisogno dei miei spazi. è anche ancora tempo di riflessioni. su chi mi ha accompagnato in questi anni e che adesso ha un anello al dito. su chi mi fa sentire la certezza di esserci sempre per me e chi invece sento non esserci più. e poi a volte penso al mio vecchio lavoro e allora abbozzo un sorriso perchè adesso sto meglio, anche se le situazioni perfette non esistono e ci sarà sempre qualcuno che vorrebbe farlo scomparire quel sorriso ma va bene lo stesso. buona estate. a tutti.

 

 

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lunedì, 30 giugno 2008

torni a vivere da me? torni con me?
sorrido, abbasso gli occhi - quando non so cosa dire faccio sempre così -

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martedì, 10 giugno 2008
quanti giorni. giorni di crolli e di assestamento. cambiamenti radicali, un nuovo lavoro. tutto da imparare, pronta a rimettermi in gioco *pronta?*. lui c'è ancora. non vuole andare via. ci provo, ma lui non molla. e questo weekend era tutto *baci e carezze*. *le voglio ancora?*. sono piaciuta. a volte servono le conferme. a volte cerco le conferme. i famosi tre passi più uno. *uno avanti e tre indietro*. ma un piccolo punto adesso l'ho messo. adesso sono in una nuova dimensione. *dopo quatto anni un lavoro tutto nuovo*. farò la brava e finirò gli esercizi. è un po' come *ricominciare*. *anche insieme a voi*.
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martedì, 10 giugno 2008
quanti giorni. giorni di crolli e di assestamento. cambiamenti radicali, un nuovo lavoro. tutto da imparare, pronta a rimettermi in gioco *pronta?*. lui c'è ancora. non vuole andare via. ci provo, ma lui non molla. e questo weekend era tutto *baci e carezze*. *le voglio ancora?*. sono piaciuta. a volte servono le conferme. a volte cerco le conferme. i famosi tre passi più uno. *uno avanti e tre indietro*. ma un piccolo punto adesso l'ho messo. adesso sono in una nuova dimensione. *dopo quatto anni un lavoro tutto nuovo*. farò la brava e finirò gli esercizi. è un po' come *ricominciare*. *anche insieme a voi*.
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giovedì, 05 giugno 2008
sono tornata.
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mercoledì, 12 marzo 2008
marzo è il mese della mimosa e dei pallini morbidi gialli che ricoprono le strade vicino casa mia. è il mese delle piogge leggere che bagnano i capelli e del sole che torna a fare capolino in mezzo a un cielo ancora con le nuvole. marzo è il mese in cui non sai come vestirti perchè ti trovi sempre o troppo coperto o con una maglietta che non scalda abbastanza. è il mese in cui senti che l'inverno è quasi alle spalle ma non puoi ancora sdraiarti in spiaggia e farti accarezzare dal vento. è il mese degli ombrelli dimenticati nei negozi, dei fiori, della voglia uscire. a marzo non mi stanno succedendo cose belle. a marzo mi sta crollando il mondo addosso. *ma le mie spalle sono larghe abbastanza*
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lunedì, 25 febbraio 2008
adesso lo sto trovando. per le amiche a cui manco, per la piscina dove non sono più andata, per la mia creatura che al mattino, adesso, quando mi sveglio, mi guarda e sembra ringraziarmi perchè è stata la notte con me. c'è sempre spazio per lui, è ancora molto dentro al mio cuore. ma un po' di spazio adesso lo tengo per me e per chi ha bisogno di occuparlo.
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giovedì, 07 febbraio 2008
adesso è tutto più ordinato. non è che sia tornato proprio tutto al suo posto, ma è quasi così. vederci adesso è come vivere un altro film. un salto indietro negli anni come qualcuno che mi faceva emozionare mi aspettava sotto casa. un po' come essere sospesa. un po' come essere in standby. adesso aspetto. aspetto un segnale che forse arriverà o forse non arriverà mai. intanto mangio i ravioli di mia mamma e siedo sul divano ad angolo con un bicchiere di dolcetto tra le mani. intanto adesso faccio sedere accanto a me lei e la coccolo. non ho amarezza e nemmeno rimpianto. è come se questa scelta fosse già stata scritta da tempo. ed era solo il tempo a dover maturare. oppure la mia consapevolezza. oppure entrambi. adesso non ho voglia di nulla. ho voglia di non preoccuparmi più. adesso ci sono i nostri appuntamenti. le cene fuori. ma io non sono più lì per lui. a combattere. ad accettare. adesso io sono per me. oggi è una splendida giornata. oggi voglio respirare il sole.
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mercoledì, 23 gennaio 2008
papà mi accompagni? ho bisogno di te. non è che abbia paura ma mi sentirei più tranquilla. certo a. non devi giustificarti. quando hai bisogno di me ci sono. lo so papà. ed incontrarci sotto casa sua con il cuore a mille per la paura di incontrarlo. salire in ascensore con i sacchi blu dell'ikea sotto il braccio e le lacrime che tento di trattenere in gola. fisso questo momento. la luce dell'allarme è spenta, lui è già uscito. devo fare presto, anche se non so da dove cominciare e mi scoppia la testa. apro l'armadio e un secondo singhiozzo mi soffoca. dai a., non fermarti proprio adesso. adesso che finalmente hai trovato e raccolto le forze per farlo. okkei, okkei. allora cominciamo con i jeans. non mi sembrava di averne così tanti, non mi sembrava di averne portati così tanti. riempio la prima borsa. poi le magliette, i maglioncini, hello kitty, betty boop. forza, forza. asciugo una lacrima mentre svuoto il cassetto della biancheria, poi quello delle cinture e delle calze. ci sono anche i vestiti appesi, i tailleur del lavoro. chiudo un altro sacco e comincio a sentire caldo. freddo e caldo che si alternano. il cielo è grigio e guardo fuori ogni attimo. lui potrebbe tornare ma so che mio papà mi aspetta in macchina sotto il portone e allora penso che se dovesse arrivare mi chiamerebbe. adesso le scarpe. devo fare in fretta. gocce di sudore sulla fronte. entro in camera da letto e vedo che ha messo la mia foto sul comodino. mi viene da piangere, adesso mi viene davvero da piangere. ma non mi fermo. fermarmi significherebbe continuare nella situazione che era e io non voglio più. più. più. più. io voglio crescere e costruire. mai più vivere a metà. mai più sentirmi ospite e non poter cambiare nulla. non poter comprare nulla insieme. mai più non conoscere ogni angolo della casa dove vivo. inizio a riempire un altro sacco. le borse, grandi piccole. le collanine, i braccialetti, gli orecchini. squilla il cellulare e sento il cuore che accelera. pronto? si papà, tutto bene, adesso, piano piano, inizio a scendere con un po' di cose. cosa sto dimenticando? cosa sto dimenticando? ah, le mie robine del bagno. devo prendere dei sacchetti, le borse sono finite. riempio quelli e inizio a portare giù un po' di cose. inizia a farmi male la schiena ma non lo sento. rinizio a piangere ma non lo sento. mio papà mi aiuta a caricare la macchina. cinque viaggi. cinque viaggi e non sentirli mi verrebbe da dire. sorrido. sorrido e piango. apro ancora una volta la sua porta. mi riempio le narici di quell'odore, l'odore che non è mai stato il mio. faccio un giro. abbraccio il pupazzo dell'era glaciale. entro ancora in bagno, entro ancora in camera da letto. adesso non dormirò più lì. ormai non mi trattengo più. le lacrime mi bagnano la maglietta. le asciugo con la mano ed esco. sul portone mio papà mi abbraccia. stai bene? no papà.
postato da: vodkalemon alle ore 09:53 | Permalink | commenti (28)
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